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La corsa dei Ceri a Gubbio

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 LA CORSA DEI CERI

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ALBERO DI NATALE



La Corsa dei Ceri 2009 ed il Palio della Balestra di Gubbio sono tradizioni di notevole importanza nel panorama degli eventi regionali tanto dal punto di vista folcloristico quanto da quello squisitamente storico.
Entrambe queste manifestazioni vengono organizzate ininterrottamente fin dagl'ultimi anni del XII sec; ogni anno, il 15 di maggio, le strade di Gubbio si riempiono di colore, centinaia di eugubini conducono i tre Ceri, pesanti ognuno oltre 4 quintali, in una corsa esaltante dalla città allaBasilica di S.Ubaldo, attraverso le vie medievali e su per la collina per un dislivello di oltre 300 m.
L'appartenenza al Cero è un fatto di grande rilevanza nella vita di un eugubino, è una specie di stemma qualificante legato al tipo di mestiere che in passato si tramandava di padre in figlio di generazione in generazione.
I colori delle divise ceraiole sono intonate alle vesti del Santo protettore delle corporazioni: gialla per i ceraioli di S. Ubaldo, azzurra per quelli di San Giorgio e nera per quelli di Sant' Antonio. Questa manifestazione, unica nel suo genere, oltre ad attirare migliaia di spettatori, testimoniando la continuità di una tradizione secolare che ha sempre unito l'intero popolo eugubino è la conferma di un'autentica devozione per i patroni delle antiche corporazioni di muratori, commercianti e contadini.
Tanta è l'importanza di tale rievocazione all'interno della regione che i Ceri sono oggi il simbolo istituzionale dell'Umbria, da tutta la regione e dalle limitrofe città di assisi perugina gualdo ovieto… affluiscono turisti umbri che .assime a  assieme .
Nella piazza Grande, l'ultima domenica di maggio i balestrieri sfidano i colleghi toscani di Sansepolcro in un'antica gara di tiro a segno da postazione. Tutta la città di Gubbio rivive una suggestiva atmosfera medioevale con i cortei in costume, le esibizioni degli sbandieratori e le cantine aperte ai convivi.
I partecipanti alla competizione indossano l'antico costume storico e sono giudicati nella gara dal console, dal connestabile, e dalle autorità, anche loro ovviamente in maschera. I due Pali sono sopravvissuti senza cambiare nei secoli poiché hanno dimostrato un legame profondo con l'anima della città, dando forma e memoria di un'usanza antichissima ma sempre segno di reale aggregazione per la comunità.

La costruzione della chiesa di Santa Maria della Vittorina a Gubbio sembra risalire al secolo IX in memoria di una vittoria sui barbari: da qui il nome "ad Victorias".
Francesco, nel 1213, ottiene in affidamento dai benedettini di S. Pietro, la piccola chiesa di S. Maria della Vittoria a Gubbio, i francescani continueranno ad abitarla fino al 1240 d.C., anno in cui si trasferiscono nel nuovo convento. L'esterno della "Vittorina" non presenta decorazioni riferibili al tempo della costruzione, i muri sono in pietra locale, sorreggono la copertura a capanna e delimitano un ambiente quadrangolare di modeste dimensioni, dal quale emerge solo l'abside a pianta rettangolare. Quest'ultima, nel XV secolo, è ridotta dalla costruzione di un muro per l'alloggiamento di una crocifissione. All'interno, le pareti della navata vengono adornate con affreschi del'400, mentre i quattordici quadretti riproducenti le storie della Madonna risalgono al ‘600.

 

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